NewsScienzaTech

Cambio vita e divento designer: il 50enne Marc si aggiudica il JDA italiano

145views

Il vincitore è multi-LIFE Buoy, un progetto di sostenibilità ambientale che combatte l’inquinamento
degli oceani e offre una seconda vita alle boe per l’acquacoltura.

Milioni di boe di plastica o polistirolo impiegate per l’acquacoltura finiscono disperse in mare o abbandonate sulle spiagge, incrementando così l’inquinamento e senza possibilità di una seconda vita. Il vincitore dell’edizione italiana del James Dyson Award 2017 è multi-LIFE Buoy, progetto del canadese Marc Samson (Accademia Italiana Design, Roma), che ha avuto il coraggio di cambiare vita e dedicarsi interamente al design.

Oltre a lui, vanno in finale progetti che combattono lo spreco di cibo; aiutano i cittadini a comprendere la qualità dell’aria che respirano e decidere il percorso migliore da compiere; stampano oggetti in 3D ad alte prestazioni e aiutano i pazienti che hanno subito paralisi facciale.
Il problema: L’acquacoltura costituisce un settore economico molto importante nella produzione alimentare e nei prossimi anni la sua importanza è destinata a crescere per rispondere ai bisogni della popolazione mondiale, offrendo la possibilità di una migliore alimentazione per milioni di persone, specialmente in Asia e Africa. È quanto sostiene la FAO che nel suo ultimo rapporto 1 esorta a un maggiore impegno per controllare la pesca eccessiva e suggerisce l’acquacoltura come una fondamentale opportunità per fornire risorse alimentari, ma anche per porre un freno alla costante riduzione degli stock ittici naturali.D’altra parte, come sottolineano alcuni scienziati e organizzazioni no profit come Slowfood e Greenpeace, si deve però far fronte ad alcune problematiche legate a questa forma di produzione, soprattutto a quella iperintensiva, anche per i danni ambientali che comporta.

La soluzione: Il vincitore dell’edizione italiana del James Dyson Award 2017, il concorso internazionale di design che si svolge in 23 Paesi e premia le idee che sfidano le convenzioni e forniscono una soluzione a un problema reale, ha trovato la risposta a questo problema. Con il progetto multi-LIFE Buoy, il cinquantenne Marc Samson propone una nuova tipologia di boa, disegnata appositamente per offrire vantaggi diversi in ogni fase del suo ciclo di vita: quando in mare, può essere utilizzata per l’acquacoltura, dando ospitalità ai piccoli pesci e consentendone lo sviluppo. Una volta esaurito il suo compito o quando finisce sulla battigia, la boa può essere aperta per raccogliere detriti trovati sulla spiaggia ed essere utilizzata contro l’erosione della costa, infrangendo le onde. In ultimo, può essere posta sul fondale marino per creare una sorta di barriera artificiale e offrire rifugio ai piccoli pesci.

L’ispirazione per questo progetto è arrivata a Marc grazie alla richiesta di aiuto da parte del The 5 Gyres Institute, LA, negli Stati Uniti: l’isituto combatte l’inquinamento degli oceani dovuto alla plastica e così Marc si è messo al lavoro per trovare una soluzione al problema.

Il vincitore: Samson è un product designer canadese che, dopo un’esperienza trentennale in Business Development ha deciso di cambiare vita e lasciare un lavoro stabile e ben retribuito per dedicarsi alla sua passione, il design. Ha studiato Product Design a Roma e, in linea con la mission di Dyson di risolvere problemi che gli altri ignorano, ama inventare nuovi prodotti e trovare soluzioni a piccoli e grandi dilemmi.
Aver vinto l’edizione italiana del James Dyson Award rappresenta per Marc la conferma che iniziare una nuova carriera a 53 anni e mettersi alla prova in ciò che lo rende felice – il design e la progettazione – è per lui la scelta vincente. “Molte persone” dichiara “sono consapevoli dei problemi legati all’inquinamento dei mari ma solo poche hanno trovato una soluzione adatta. Il conseguimento del James Dyson Award mi permetterà di continuare a investire sul progetto di multi-LIFE Buoy per convincere la comunità internazionale a prendere in considerazione la problematica e imporre un limite all’uso di boe low-cost e dal breve ciclo di vita, a favore di soluzioni – come multi-LIFE Buoy – concepite per ridurne l’impatto ambientale e l’inquinamento”.

I commenti della Giuria Nazionale

La Giuria Nazionale del James Dyson Award 2017 – composta da Massimo Temporelli (innovatore e divulgatore, esperto nei temi legati a scienza e tecnologia, è presidente e founder di The FabLab, laboratorio innovativo dedicato a stampa 3D, IOT e robotica), Layla Pavone (imprenditrice e da sempre sostenitrice di talento e innovazione, è attualmente Amministratore Delegato per l’Industry Innovation di Digital Magics, incubatore certificato di startup innovative e scaleup digitali) e Luciano Galimberti (architetto e presidente ADI – Associazione per il Disegno Industriale, che da oltre 60 anni attraverso il prestigioso premio Compasso d’Oro, si pone l’obiettivo di premiare e valorizzare la qualità del design italiano e internazionale) – ha scelto di premiare il progetto multi-LIFE Buoy quale “esempio di buon design applicato alla circular economy, un prodotto con più funzioni, che risolve più problemi durante il suo ciclo di vita”. In particolare la giuria ha apprezzato le forme, i materiali e le soluzioni tecniche racchiuse in questa “boa smart” in grado non solo di impattare in modo limitato sull’ambiente marino, ma anche di risolvere problemi legati all’uso massiccio delle materie plastiche.

Marc Samson si aggiudica il James Dyson Award Certificate e un premio in denaro di £2.000 per lo sviluppo della sua idea. Multi-LIFE Buoy concorrerà insieme ai progetti che hanno vinto la fase nazionale del concorso nei 23 Paesi in cui il JDA è attivo.

Per scoprire gli altri progetti progetti in gara visitare il sito http://www.jamesdysonaward.org/.

Toccherà adesso agli ingegneri Dyson scegliere i 20 progetti internazionali da sottoporre al giudizio di James Dyson che, il prossimo 26 ottobre, annuncerà il vincitore internazionale, il quale si aggiudicherà un premio complessivo in denaro di £35.000 – di cui £30.000 per sviluppare il suo progetto e £5.000 per la sua università.

I finalisti italiani

La giuria italiana ha selezionato altri 4 progetti che accedono automaticamente alla prossima fase di selezione. La scelta è ricaduta sulle idee che sono risultate in linea con il brief – risolvere un problema reale, con una soluzione non pensata da altri – ma soprattutto con i trendcontemporanei, “in cui forme, tecnologie e approcci digitali si fondono per creare un nuovo paradigma della progettazione, della produzione e dell’uso dei prodotti”.

Sensitize (Lara Piccin – IUAV Venezia)

Pensato per chi ha subito paralisi facciale (Bell’s paisy), questo progetto risponde alla necessità di aiutare i terapisti nella riabilitazione dei pazienti secondo il metodo ETC. Il problema che Sensitize si propone di risolvere è la carenza di kit standardizzati, ergonomici, realizzati con materiali di qualità e igienici. Prevede
l’impiego di 5 set di strumenti, distinti per colore e disegnati per trattare parti diverse del viso (es. labbra, guance, lingua).

DetectorNose (Maria Elisa Torre – Disegno Industriale, Università degli studi di Palermo)

Sempre più persone stanno acquisendo consapevolezza rispetto all’inquinamento e ai suoi effetti sulla salute umana. La difficoltà, però, è poter accedere a dati e informazioni locali sulla qualità dell’aria. DetectorNose è un filtro facciale che, oltre a proteggere dagli agenti inquinanti, è in grado di monitorare l’aria e inviare dati e statistiche in tempo reale ai dispositivi collegati (es. lo smartwatch). Il cittadino-utente ha così la possibilità di modificare il proprio percorso in base alla qualità dell’aria.

Save Food System (Ginevra Franchi, Davide Piersanti – IED, Milano)

Tanto l’Italia quanto l’Europa si trovano ad affrontare il problema dello spreco di cibo. Save Food System sfrutta la tecnologia per promuovere una cultura della sostenibilità e della salute, grazie a un innovativo sistema per riporre frutta e verdura in frigo, capace di mantenere stabili i livelli di etilene (il gas emesso naturalmente dai cibi e responsabile della loro maturazione) e così farli durare più a lungo. Un’app invia aggiornamenti agli utenti sullo stato del loro cibo, invitandoli a consumarli per evitarne lo spreco.

Atropos (Gabriele Natale, Politecnico di Milano)

Atropos è un braccio robotico a 6 assi, capace di stampare oggetti in 3D a partire da un file CAD. La sua funzione è consentire la stampa di oggetti tridimensionali ad alte prestazioni, facendo uso di materiali compositi caricati a fibra continua con matrice termoindurente e, al tempo stesso, riducendone lo spreco.
Una macchina controllatanumericamente deposita le fibre in modo preciso e ripetibile.Background

Il James Dyson Award si svolge in 23 paesi. Il premio è aperto agli studenti universitari (e ai neolaureati) dei corsi di laurea in product design, design industriale e ingegneria. Il concorso incoraggia le idee che sfidano le convenzioni, la progettazione snella (fare di più, con meno) e un design attento all’ambiente. Le migliori invenzioni sono semplici e pratiche, ma allo stesso tempo forniscono una soluzione a un problema reale. Un vincitore nazionale è selezionato per ogni paese in cui il premio si svolge, prima di passare attraverso la fase finale, in cui il vincitore internazionale è scelto da James Dyson. Il premio è condotto dalla James Dyson Foundation, una fondazione registrata nel 2002 che ha lo scopo di ispirare e supportare le prossime generazioni di ingegneri.

Qual è il premio?

  • Vincitore internazionale:Il premio internazionale è di £30.000 (circa 36.000€) per lo studente vincitore e di £5.000 (circa 6.000€) per la sua facoltà universitaria.

Due finalisti internazionali:

  • £5.000 ciascuno

Vincitori nazionali:

  • £ 2.000 (circa 2.400€) ciascuno

Quali sono le tempistiche del concorso?

  • Apertura: 30 marzo 2017
  • Chiusura: 20 luglio 2017
  • Annuncio dei vincitori nazionali e dei finalisti: 7 settembre 2017
  • Selezione degli ingegneri Dyson: 28 settembre 2017
  • Annuncio del vincitore internazionale e dei finalisti: 26 ottobre 2017

Chi può partecipare?

Tutti gli studenti universitari delle facoltà di design del prodotto, design industriale o ingegneria, o coloro che abbiano conseguito una laurea in tali discipline nei 4 anni precedenti, che stiano studiando o abbiano studiato in Australia, Austria, Belgio, Canada, Cina, Francia, Germania, Hong Kong, India, Italia, Irlanda, Giappone, Malesia, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Russia, Singapore, Spagna, Corea del Sud, Svizzera, Taiwan, Regno Unito e USA.

Per ulteriori informazioni e aggiornamenti periodici sull’avanzamento del James Dyson Award, seguire la James Dyson Foundation su Facebook e su Twitter.

Leave a Response

Massimo Uccelli
Fondatore e admin. Appassionato di comunicazione e brand reputation. Con Consulenze Leali mi occupo dei piccoli e grandi problemi quotidiani delle PMI.
Translate »