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Huawei, sai che il ban di Trump forse ti ha fatto bene?

Da qualche settimana anche noi parliamo di Huawei e dei problemi creati da Trump a questa azienda che ad oggi è la seconda produttrice mondiale di smartphone. Per quanto l’intenzione del presidente possa avere radici buone, vale a dire cercare di far crescere le aziende americane mettendo in secondo piano quelle estere, la volontà di annientare l’azienda asiatica e potenzialmente tutte quelle fuori dal confine a stelle a strisce è un boomerang che potrebbe nel lungo periodo fare proprio l’opposto. Ad oggi l’economia mondiale è basata su collaborazioni commerciali internazionali, la stessa Huawei ha bisogno di Android (Made in USA) e processori (di concezione di una società che ha base nel Regno Unito) e di molti altre cose che acquista da terzi. Per questo motivo anche il grande stato americano non può pensare di isolarsi dal mondo come vorrebbe il presidente Trump.

A conferma di questo fatto, negli ultimi giorni, alcuni partner, tra cui Google in primis, hanno riacceso un primo timido approccio, con l’azienda asiatica, facendo capire che vorrebbero non solo continuare il rapporto lavorativo, ma addirittura intensificarlo.

É notizia di ieri la conferma che molti device di fascia alta di Huawei avranno l’aggiornamento ad Android Q (girano già molti screenshot della prima beta).

Nel contempo l’azienda con sede a Shenzhen continua i test del suo sistema operativo Hongmeng OS, (che per noi occidentali molto probabilmente si chiamerà ARK OS, visto il suono poco familiare che ha Hongmeng…), facendosi aiutare da colossi del calibro di Xiaomi, Oppo Tencent e Vivo, quali tester importanti e probabili clienti del prossimo software in arrivo in autunno.

Hongmeng OS potrebbe quindi vedersi installato su smartphone di fascia bassa per tutto il mercato mondiale (si parla inizialmente, come previsione di vendita nei primissimi mesi, di due milioni di telefoni). Questa scelta è un piano per far crescere il sistema con calma, con milioni di utenti più o meno consapevoli della loro importanza. Ah, e se pensate ancora che non ci saranno app importanti come WhatsApp Facebook o quelle di Google, tranquilli, dietro l’angolo c’è la possibile partnership con Aptoide

Da tutte queste notizie possiamo quindi fare delle analisi ad ampio raggio.

Dopo tutto questi polverone, Huawei uscirà rafforzata.

Eh si perchè nonostante il ban di Trump, le aziende che fanno business hanno bisogno di lavorare con partner eccellenti. La politica fatta in questo modo, alla fine può fare poco per arginare il progresso tecnologico.

Google deve sottostare alle leggi americane, ma teme di perdere un cliente importante ( e in prospettiva anche molti altri cinesi, vista la possibile strategia di installare il sistema operativo su dispositivi di molte marche).

Huawei potrebbe riuscire a dire addio ad Android in un futuro non molto lontano, per cui si metterebbe nella condizione di non dipendere più da leggi americane o da aziende che non stanno al suo passo.

Continuando a seguire questa direzione è molto plausibile che questa azienda diventerà più forte di quello che è oggi, ci riuscirà?

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Massimo Uccelli
Fondatore e admin. Appassionato di comunicazione e brand reputation. Con Consulenze Leali mi occupo dei piccoli e grandi problemi quotidiani delle PMI.
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