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Il cinquantesimo anniversario di Intel: Andy Grove, uomo dell’anno di Time (1997)

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Nel 1997 la rivista Time ha nominato il CEO di Intel Andy Grove “Uomo dell’anno”. Questo titolo veniva spesso assegnato come un onore, ma non necessariamente: denotava la persona, il gruppo, l’idea o l’oggetto che aveva esercitato la maggiore influenza in quell’anno, indipendentemente dal fatto che quell’influenza fosse stata positiva, negativa o controversa.

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Il trattamento di Grove da parte della rivista, tuttavia, era particolarmente elogiativo. Non solo ha presentato Andy Grove e Intel, ma ha anche trasmesso il messaggio che la portata del loro impatto si sarebbe estesa ben oltre il 1997. Grove non solo è stato presentato come la persona dell’anno, ma come l’uomo dell’era dell’informazione.

Quel numero di Time iniziava con una valutazione della rivoluzione apportata dai semiconduttori scritta da Walter Isaacson, allora caporedattore, che avrebbe poi continuato la sua carriera scrivendo biografie di successo di personaggi come Leonardo da Vinci, Benjamin Franklin, Albert Einstein e Steve Jobs. Isaacson ha riconosciuto le innovazioni rivoluzionarie che hanno preceduto la carriera tecnologica di Grove, in particolare il transistor e il circuito integrato, e ha presentato Grove come una figura singolare sia per Intel che per la rivoluzione tecnologica. 

Isaacson attribuiva a Grove la tendenza a “spingere con ossessione paranoica i limiti dell’innovazione”, trasformando Intel nella potenza tecnologica che era diventata, rendendo i microchip una parte essenziale della vita quotidiana e ridefinendo l’economia moderna.

Time conteneva anche un articolo più strettamente biografico su Grove, “A Survivor’s Tale” (La storia di un sopravvissuto) di Joshua Cooper Ramo. L’articolo enfatizzava le notevoli sfide che Grove aveva superato nella vita: l’infanzia, in quanto ragazzo ebreo in Ungheria che viveva sotto pseudonimo per evitare di essere scoperto dai nazisti occupanti; l’adolescenza, quando viveva dietro la Cortina di ferro prima di passare in Austria e immigrare negli Stati Uniti a 20 anni come rifugiato; i successi scolastici nei corsi avanzati di scienze nonostante il suo problema di udito, che lo costringeva a leggere il labiale dei professori in inglese, che non era la sua lingua madre (una serie di operazioni successive avrebbe ripristinato l’udito che aveva perso a causa della scarlattina avuta durante l’infanzia); l’ascesa in Intel e il suo stile semplice ma rigoroso che ha instillato nel management dell’azienda; la sopravvivenza al cancro alla prostata attraverso un regime di trattamento da lui ideato. In tutto questo, l’articolo trasmetteva l’idea che queste esperienze non fossero state cruciali solo nel forgiare il carattere di Grove, ma anche quello di Intel, in particolare la capacità dell’azienda di prosperare in un settore spietato.

Il numero di Time è arrivato in edicola il 21 dicembre 1997. Era la prima volta che la rivista sceglieva una singola persona direttamente connessa all’era digitale (in precedenza aveva nominato il personal computer “macchina dell’anno” nel 1982), ma non sarebbe stata l’ultima.

La rivista avrebbe poi dato lo stesso riconoscimento a un magnate dell’e-commerce (Jeff Bezos), a un pioniere dei social media (Mark Zuckerberg) e persino a “Tu” (cioè i milioni di persone che creano contenuti generati dagli utenti attraverso i loro dispositivi elettronici personali). Ma il riconoscimento da parte della rivista dell’impatto di un pioniere della tecnologia è iniziato con Grove, l’uomo che Isaacson ha definito “la persona maggiormente responsabile della straordinaria crescita della potenza e del potenziale innovativo dei microchip”.

Federico Grigolini
Blogger, podcaster e aspirante sviluppatore. Insomma di tutto e un po'. Il mio amore è la tecnologia e quello che ci gira intorno. La mia citazione : verso la tecnologia ed oltre.... ;)
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