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La guida del digital nomad di Babbel, ovvero: lavora dove vuoi, quando vuoi

Pretty woman enjoying the sea view of the swimming pool with her laptop in Arraial d'Ajuda, Bahia, Brazil

Con l’arrivo della primavera e delle belle giornate di sole l’ufficio può sembrare ancora più scuro e triste. Babbel, la app leader nell’apprendimento delle lingue online, ha preparato una piccola guida ai termini più utili e qualche consiglio per diventare digital nomads e godere un’estate che può durare tutto l’anno!

Dove lavorare

Coworking space: uno dei rischi dell’essere nomade digitale è sentirsi soli. Perché non prendere allora uno spazio di lavoro condiviso? Ce ne sono dappertutto e si potrà non solo lavorare in compagnia, ma anche approfittare dell’esperienza di colleghi sempre nuovi. In questo sito, ad esempio, si possono cercare spazi in tutto il mondo: https://www.coworker.com/map

Dove dormire

Couchsurfing: se non si hanno molti mezzi economici a disposizione per l’alloggio (o amici disposti a ospitarvi), la soluzione più economica è il couchsurfing, andare a dormire cioè da sconosciuti che mettono a disposizione un letto o un divano per il piacere di conoscere nuovi amici.

Ecco il sito che dà anche il nome alla definizione: https://www.couchsurfing.com/

Che tipo di impiego

Remote Employee: non lavorare in ufficio non deve per forza voler dire essere freelance. Esiste infatti anche la figura del “remote employee”, l’impiegato a distanza, che lavora per una certa azienda ma senza dover esserci fisicamente. Una soluzione che ha quasi gli stessi vantaggi ma molti meno rischi.

Come gestire l’archiviazione della comunicazione e dei file

Cloud work: questa definizione descrive un tipo di lavoro dove tutta la comunicazione e il materiale di lavoro è salvata nella cloud, online. Ideale per un digital nomad.

Come approfondire la lingua del Paese

Apprendimento digitale: se ci si sposta spesso, sarà impossibile seguire corsi che presuppongono una classe e un docente fisso. Meglio allora scegliere una delle tante opzioni online o una app come ad esempio Babbel.

Tra professionalità e tempo libero: sebbene il lavoro del digital nomad implichi il parlare di lavoro, non focalizzatevi solo sul Business English, ma siate sempre pronti anche a fare dello small talk con i vostri clienti. Essere in grado di interagire in modo competente e sicuro di sé con temi come “presentarsi”, parlare brevemente di sé e chiedere notizie sul cliente o rispondere a domande sui vostri viaggi sarà percepito molto positivamente. E ovviamente vi aiuterà nelle relazioni sociali fuori dal “lavoro”.

Come gestire le comunicazioni

Video Call: Il 67% dei digital nomad usano Skype, che è la forma più semplice per fare videochiamate. Seguono Google Chat (34%) e GoToMeeting (32%)

 

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Michele Coladangelo
17 Anni, studente e amante della tecnologia. Amo provare quotidianamente nuovi prodotti!
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