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L’avvento delle self-defending smart-city

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Il futuro delle smart city dipenderà dalla nostra abilità di difenderle dalle minacce. Ne parla Andrew Tsonchev, Director of Technology, Darktrace Industrial.

Gli esseri umani vivono nelle città da migliaia di anni. Si potrebbe pensare che le città siano cambiate parecchio durante questo periodo. Eppure, sebbene le mura delle città medioevali siano cadute e le strade ora colleghino le nostre metropoli in vaste reti, l’essenza della città è rimasta la stessa.

Le città sono macchine abbastanza grezze, non intelligenti. Con il progredire della tecnologia, abbiamo un po’ migliorato i loro ingranaggi – i sistemi di trasporto di massa viaggiano nel sottosuolo, la rete elettrica distribuisce energia e calore costantemente.

Un’utile analogia quando si pensa alle città in quanto macchine è paragonarle a un organismo: pensate a quanto siano incredibilmente semplicistiche rispetto alla macchina del corpo umano. Molte delle funzioni che la città deve svolgere e le sfide che deve affrontare sono simili a quelle di un organismo.

Nelle città, dobbiamo trasportare beni e viveri da un punto all’altro. Dobbiamo raccogliere e gettare i rifiuti con cestini e servizi di smaltimento della spazzatura. Paragonate questo alla genialità del sistema circolatorio che distribuisce costantemente i nutrienti dove richiesti e rimuove ininterrottamente le tossine.

I nostri corpi hanno il sistema nervoso per farci sapere cosa sta succedendo in ogni parte dell’organismo, per dirci in che condizioni siamo, o se qualcosa sta cedendo – è un sistema informativo che fornisce una consapevolezza completa e feedback istantanei. Paragonate questo al compito laborioso di pattugliare e ispezionare le strade, scrutando in angoli e fessure, cercando segni di danni o cambiamenti e riportando i problemi.

Quindi cosa ci sta trattenendo? Le città sono così perché stiamo lavorando nei limiti del mondo fisico – gli oggetti macroscopici sono pesanti e non si possono spostare. Il suono e la luce non viaggiano molto lontano attraverso una città – le onde di luce non possono attraversare i muri, e le città sono grandi quindi non è facile sapere cosa succeda in ogni sua parte, in ogni momento. Non abbiamo accesso alle informazioni nello stesso modo in cui può farlo il sistema nervoso – dobbiamo frugarci intorno e raccoglierle manualmente.

Tuttavia, questo sta per cambiare, e a una velocità impressionante. Le smart city hanno il potenziale di reinventare radicalmente tutti i modi in cui gli essere umani operano e interagiscono.

Il mondo digitale non è vincolato dalle stesse leggi del mondo fisico. Gli oggetti virtuali possono essere creati e distrutti in un istante, spostati da un posto all’altro a proprio piacimento. Questo significa che le nostre città digitali possono assomigliare sempre di più agli organismi. La chiave è la connessione: tutti gli elementi integrati in un insieme e in interazione gli uni con gli altri. Niente è opaco, tutto fluisce.

Questa cyber città – costituita dalle cyber impronte di ogni auto, casa, persona, lampione, strada – è già in costruzione mentre leggete questo articolo. Sta fluttuando sopra il mondo di asfalto e rifiuti, con migliaia di dispositivi interconnessi che scambiano costantemente dati, sensibili ai cambiamenti intorno a loro.

Tuttavia, con la comodità delle smart city arriva tutta una serie di vulnerabilità impreviste.

Le città affrontano un’ampia gamma di minacce. L’infrastruttura critica può essere danneggiata o avere malfunzionamenti. Le centrali elettriche possono surriscaldarsi. I ponti crollare. I disastri naturali possono abbattersi in qualunque momento. Come rilevare i primi segni di una minaccia emergente e come fermarla prima che causi danni?

Il problema è una novità – come identificare e rispondere automaticamente ai problemi, anche a quelli impossibili da prevedere o anticipare?

Gli organismi viventi si sono evoluti per miliardi di anni per affrontare questa sfida. Il nostro sistema immunitario combatte con nuove minacce ogni giorno ma possiede un senso innato di cosa sia “proprio” e cosa sia “altro”. Quindi, quando entra in contatto con un agente patogeno, il sistema immunitario è in grado non solo di rilevare istantaneamente la presenza estranea, ma anche di combattere automaticamente l’infezione per ristabilire lo stato di salute.

Grazie ai progressi fondamentali nella tecnologia di intelligenza artificiale, i moderni ambienti urbani possono ora avere il proprio sistema immunitario.

Facciamo un esempio di come funzionerà in pratica questo sistema immunitario digitale. I lavori stradali e il traffico causano un incidente che coinvolge un autoveicolo pesante per il trasporto merci, che finisce per sbandare fuori strada e scagliarsi contro le arcate di un ponte. L’impatto rompe un tubo di scarico, che corre sotto terra accanto alla strada, il quale inizia a perdere, e sfortunatamente contamina le falde acquifere. Questo porta a livelli di tossine malsani nell’acqua potabile e porta, in ultimo, un numero significante di persone ad ammalarsi. Per questo genere di scenari è estremamente difficile prepararsi – non è possibile prevedere il concatenarsi degli eventi.

Ma una volta che la smart city sta registrando tutti gli avvenimenti, e processandoli tramite algoritmi di machine learning, queste sequenze di eventi possono essere individuate con abbastanza facilità, poiché riconducono a un’evidente deviazione rispetto alla normalità. E non importa che non fosse possibile immaginarli in anticipo – una volta che abbiamo tutti i dati, il sistema immunitario digitale può correlare questi deboli indicatori per identificare una minaccia in corso, dando agli essere umani la possibilità di affrontare il problema prima che si verifichino danni.

Il cyber spazio è per molti versi una tela bianca – possiamo scrivere le regole da zero. È il nostro lavoro assicurarci che il cyber mondo si integri nelle infrastrutture urbane in modo responsabile e sicuro. Iniziando a connettere le nostre città, i cittadini e i flussi di dati in Internet, le nostre vite cambieranno in modi che possiamo appena immaginare, e modi che non erano possibili quando lavoravamo solo con malta e cemento. E, sebbene ne raccoglieremo i frutti, dobbiamo anche essere consapevoli dei pericoli e intraprendere azioni adesso, in modo da procedere bilanciando rischi e benefici.

Massimo Uccelli
Fondatore e admin. Appassionato di tecnologia sempre in cerca di qualcosa di nuovo da provare. Twitta come se non ci fosse un domani. :-)
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