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Ottimizzare il valore del design

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Quando le aziende analizzano come implementare la digital transformation, spesso si focalizzano sul miglioramento dei sistemi di back-end e sul modo in cui raggiungere i clienti attraverso canali differenti. Molte strategie di successo e a costi contenuti dipendono però anche dal design. Ridurre i pregiudizi sul design può aiutare a rimuovere i silos aziendali, allineando i team di business, design e sviluppo per il successo operativo.

Che cos’è il design? Per Jared Spool, esperto di usabilità, il design è il rendering dell’intenzione. Può includere abbellimenti, ma non può essere limitato solo all’estetica. Se utilizzato in modo efficace, il design può risolvere problemi di business, ma molte aziende forse non sanno come ottimizzare il valore apportato dai propri designer.

Un approccio focalizzato sul cliente per implementare strategie di business digitali efficaci

Perché è così importante focalizzarsi sugli utenti quando si definisce una strategia di design? A fine giornata, sono stati proprio gli utenti – prospect, clienti, colleghi – a influenzare i risultati di business. Sapere a chi stiamo risolvendo problemi vuol dire essere già a metà dell’opera. Una volta capito questo, abbiamo persone reali che possono aiutarci a valutare se il nostro lavoro è realmente efficace. Troppo spesso però anche i designer finiscono per sostenere solo a parole progetti focalizzati su clienti o utenti. Quali sono gli approcci più efficaci per essere concreti?

1. Coinvolgere fin da subito i designer

Quanto prima i designer verranno coinvolti nella strategia aziendale, tanto più efficaci potranno essere le attività di comunicazione e pianificazione, perché avranno un’idea chiara non solo del problema che si sta cercando di risolvere, ma anche del perché sia una preoccupazione per l’azienda e di riflesso per il cliente.

Una delle mie citazioni preferite di Steve Jobs, spesso fraintesa, è: “I clienti non sanno cosa vogliono fino a quando non glielo abbiamo mostrato”. Tuttavia, il vero significato è che generalmente la capacità delle persone di arrivare alla radice dei problemi è limitata e per comprenderli davvero non basta ascoltarle, ma è necessario esaminare e analizzarne il comportamento. Un designer può capire meglio le esigenze di un utente e migliorare il customer service attraverso il design.

Questo vale per il design all’interno delle aziende, perchè troppo spesso i progetti vengono condivisi con i designer praticamente in fase finale, per cui la loro creatività e i loro input sono estremamente limitati. I project manager portano i wireframe e chiedono ai designer di “brandizzarlo” o “adattarlo al resto del sito”. A volte questo metodo funziona se il project manager ha compreso in modo preciso il problema e come risolverlo. Ma si tratta di eccezioni. Più spesso i miglioramenti suggeriti da un designer non possono essere realizzati, poiché potrebbero causare ritardi o richiedere ulteriori revisioni. Quindi, quando parte un progetto con l’analisi di problemi e obiettivi, è bene invitare il designer alle riunioni, per far sì che possa comprendere a fondo le criticità e trovare una soluzione.

2. Revisione efficace

Migliore è la revisione dei progetti, migliore sarà la creazione di un ottimo prodotto finale, nel modo più efficiente possibile. Ecco quattro linee guida utili per il processo di revisione:

  1. Definire obiettivi chiari – Tra gli obiettivi prioritari dovrebbero esserci metodi misurabili con cui migliorare il design. Ad esempio, “questa schermata aiuta l’utente a completare un’operazione in modo efficiente? E non “rendi questa schermata di appeal per il mio senso estetico.” Analizzando il percorso del cliente e come sia influenzato dal design, potrà essere più chiaro scegliere quali strategie implementare.

  2. Essere aggiornati ad ogni fase – Fornire riscontri adeguati sulle varie fasi che valorizzano ogni aspetto del processo di revisione. Ad esempio, il controllo del wireframe dovrebbe ricevere feedback relativi a struttura e flusso, non ai colori. In questo modo si evitano confusione e complicazioni inutili.

  3. Presentare il problema, non la soluzione – Migliorare l’efficacia delle strategie di design, incrementando non solo la frequenza e la tempistica delle comunicazioni tra dipartimenti, ma anche come si confrontano sulla progettazione. Il designer fornisce soluzioni, quindi un’azienda deve comunicargli i problemi da risolvere, non una soluzione predefinita da realizzare senza input.

  4. Fornire scenari, non opinioni- È più utile fornire al designer uno scenario da analizzare e risolvere con creatività, invece di comunicare solo cosa non piace. Questo approccio può prevenire la soggettività per ottenere risultati migliori.

Questi principi aiuteranno le aziende a ottimizzare i processi di revisione e la collaborazione sul design. Mettendo gli utenti al centro, si potrà (potenzialmente) eliminare la soggettività, focalizzandosi sulle esigenze di altri e non su opinioni personali.

3. Informare i designer con i dati

Tutto ciò che viene prodotto deve essere misurato. Se non sapete come stanno performando i vostri progetti, non potrete migliorarli come dovuto. Strumenti di testing e di analytics possono fornire dettagli relativi a come gli utenti interagiscono con i vostri progetti e siti web.

Test frequenti agevolano una crescita continua e la capacità di risolvere i problemi in modo adeguato. Fornire dati approfonditi può aiutare i designer perché garantiscono una contestualizzazione migliore e li aiutano a prendere decisioni più coerenti.

Con queste informazioni , le aziende possono controllare quali aree stanno funzionando meglio e quali complicazioni potrebbero avere un impatto negativo sugli utenti. Quando utilizzati bene, i dati aiutano a prendere decisioni per il futuro, pur nella consapevolezza dell’irrazionalità umana e che i numeri non possono predire il futuro. Esaminare il comportamento umano è un’attività chiave per comprendere i problemi di fruibilitá di un sito e utilizzare i dati in modo intelligente potrà aiutare a snellire il processo di risoluzione.

di Andrea Diazzi, Business Development Manager per l’Italia di Liferay

Massimo Uccelli
Fondatore e admin. Appassionato di tecnologia sempre in cerca di qualcosa di nuovo da provare. Twitta come se non ci fosse un domani. :-)
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