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Smartphone, il mercato dell’innovazione è fermo?

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Qualche giorno fa, mentre chiacchieravo con alcuni colleghi, sono uscite “nelle pieghe” del discorso una serie di valutazioni che secondo me sono degne di nota. In primis vi ripropongo la domanda che ci siamo fatti insieme: cosa c’è ultimamente di veramente innovativo? 

Prima di rispondere a questa semplice (o forse no?) domanda, pensiamo a cosa è successo da quando l’anno scorso Apple ha lanciato il suo iPhone X.

Ecco la vera innovazione (anche qui verrebbe da chiedersi, se lo sia veramente), l’introduzione del NOTCH o come la vogliamo chiamare noi “la tacca”, quella parte in alto in cui sono posizionate telecamere  e sensori. Questo nuovo modo di vedere e costruire gli smartphone ha introdotto anche un miglioramento della funzione di sblocco tramite riconoscimento facciale.

Da qui un susseguirsi di dispositivi con finestre, finestrelle, finestrone, notifiche che non si vedono più eccetera eccetera.

Poi è arrivata la moda dei dispositivi borderless, vale a dire senza bordi; leggasi schermi più belli da vedere e da usare e sempre più rotti per cadute (Gorilla Glass & co. mi sentite?).

Da qui Xiaomi e compagnia a copiare se stessi in un susseguirsi di schermi più grandi che hanno il sapore di una cosa già vista.

Per non parlare dell’orrenda idea di eliminare la presa per le cuffie, no comment!

Al di là di alcune aziende che tentano di fare qualcosa di differente, come Vivo o Oppo, con i loro dispositivi con telecamere a scomparsa o altri che nascondono il sensore di impronte digitali sotto lo schermo, la nostra sensazione è che la tecnologia fatta in questo modo sia arrivata alla frutta e non abbia molto da dare se non migliorare sempre di pochissimo quello che ha fatto in precedenza (smartphone sempre più grandi con RAM e ROM sempre maggiori, all’insegna del “ce l’ho più lungo io”!).

Se da una parte alcuni produttori dicono che presto vedremo smartphone pieghevoli (abbiamo qualche dubbio al riguardo) speriamo invece che la tecnologia evolva verso la sintesi vocale, che poi è quella strada che Google e Apple in silenzio sembrano abbiano già intrapreso. Speriamo che in un futuro non molto remoto gli assistenti digitali o per così dire l’intelligenza artificiale, ci aiuti per migliorare la qualità della vita, questa si che sarebbe una vera innovazione!

 

Massimo Uccelli
Fondatore e admin. Appassionato di comunicazione e brand reputation. Con Consulenze Leali mi occupo dei piccoli e grandi problemi quotidiani delle PMI.
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