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Tecnologia, l’Italia guida la strada per la realtà virtuale e aumentata

Ogni epoca ha le sue innovazioni ed è innegabile che quella attuale sia fortemente contaminata, per non dire condizionata, dalle novità che emergono in maniera costante nel campo della tecnologia. Un’evoluzione che potrà avere fautori o detrattori, in base a dove si ponga il punto di vista e il dibattito, ma che di certo non fermerà il proprio incedere. Tra gli ultimi ritrovati che potranno dare un nuovo apporto al modo di vivere la tecnologia da parte di milioni di persone c’è di sicuro la realtà virtuale, oltre a quella aumentata. Una tecnologia già presente sul mercato, basti pensare alla possibilità di divertirsi a dei videogiochi appositi indossando un visore che immerge gli utenti in un mondo appunto virtuale, ma estremamente reale, a 360 gradi. È il caso della Playstation 4, che ha già lanciato la sua proposta sul mercato.

A dispetto di quanto si possa pensare, saranno Asia ed Europa i continenti che nei prossimi anni guideranno le file per questa nuova tecnologia, mentre lo sviluppo dovrebbe andare più al rilento in America del Nord. Tra i paesi capofila ci sarà anche l’Italia, che assieme a Germania, Regno Unito, Francia e Russia, dovrebbe rappresentare circa il 25% del mercato mondiale di realtà virtuale e aumentata entro il 2023.

A dare un grande impulso all’utilizzo di questa tecnologia in Italia sarà il 5G, la rete mobile che permetterà una trasmissione dati molto maggiore a velocità da fibra ottica. In tal modo sarà possibile esportare la realtà virtuale anche al di fuori di locali chiusi dotati di connessioni super potenti. Fino ad oggi, infatti, la realtà virtuale è stata essenzialmente legata ai visori, che sono però dispositivi che richiedono una potenza di calcolo elevatissima, che mal si coniugava con il 4G presente in Italia. Insomma, nel prossimo futuro non sarà utopia imbattersi in persone che camminano per strada con strani occhialoni in cerca di vivere un’esperienza quotidiana fuori dall’ordinario.

Alcune aziende hanno già implementato questa tecnologia nel tentativo di offrire qualcosa di nuovo alla propria clientela e per capirne ovviamente gli sviluppi futuri. È il caso di Virgin, la compagnia aerea di Richard Branson, che permette agli utenti di viaggiare ancor prima di salire su un aereo. I clienti, infatti, possono visitare virtualmente la destinazione a cui sono interessati ancor prima di arrivarci. Che sia una spiaggia in Messico, un lago del Canada e così via, i viaggiatori sapranno cosa c’è ad attenderli all’arrivo.

Anche un altro colosso come Ikea ha da qualche tempo deciso di entrare nel settore della realtà aumentata. La multinazionale dell’arredamento ha lanciato un’app per dispositivi mobili chiamata Ikea Place, che offre la possibilità di visualizzare in maniera virtuale un determinato arredo in uno spazio di interesse dell’utente. Si può quindi decidere di acquistare o meno un divano Ikea in base a come apparirà nel proprio soggiorno.

Allo stesso modo anche Betway ha deciso di puntare sulla realtà virtuale, così da far vivere un’esperienza totalmente immersiva agli utenti. Essere in un vero casinò comodamente da casa, sentire il brivido della pallina della roulette che termina sul numero si cui si è puntato o aspettare impazienti che al River possa uscire proprio la carta che si stava aspettando. Un nuovo modo di vivere l’intrattenimento, che potrà rivoluzionare il modo anche di intendere il gioco d’azzardo.

In ambito social, anche i grandi protagonisti del settore hanno deciso di puntare forte sulla realtà aumentata. È il caso di Instagram e Snapchat. Per chi ha dei figli in età adolescenziale sarà oramai diventata abitudine vedere i propri pargoli dinanzi a uno schermo dello smartphone intenti a fare facce buffe, mentre il loro viso viene trasfigurato da app di realtà aumentata. E se un visionario come Mark Zuckerberg ha scelto di entrare in questo mondo, c’è da scommetterci che gli sviluppi futuri sono ancora tutti da esplorare.

Spesso la VR è vissuta dai ragazzi solo come un divertimento, un’esperienza fine a se stessa – ha detto Elena Radaelli, insegnante di ICT (Information and Communication Technology) -. Questo tipo di tecnologia, che parte dalla complessità del dato reale, può aiutarci a comprendere meglio le cose. È necessario quindi studiare e conoscere bene ciò che ci circonda per creare questo tipo di esperienze: conoscere il passato, la storia, la scienza e così via”. Parole che fanno capire come il campo di applicazione di questa tecnologia sia davvero vastissimo.

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