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Twitter, ecco i fake più gettonati

Se anche voi avete da tempo sostituito Twitter ai vostri feed reader, sapete che le parole uscite in tempo reale dalla bocca delle celebrità sono meglio di qualsiasi articolo. È per questo che quando il guru del Movimento 5 Stelle CasaIeggio, l’impareggiabile Regina Elisabetta, l’ex papa Cioseph Ratzincher e il vip supremo, Iddio, sono arrivati sulla piattaforma di microblogging abbiamo subito premuto follow. Superando insormontabili ostacoli e sopportando traversie innumerevoli, siamo riusciti a porre alcune domande a queste quattro personalità di Twitter, ormai graziate da migliaia e migliaia di seguaci che pendono dalle loro labbra; abbiamo circumnavigato guardie del corpo e disattivato difese impenetrabili per sottoporre loro un piccolo questionario , al quale ognuno ha risposto secondo i suoi impegni, la sua poetica e il suo vocabolario abituale.

Qual è la sua strategia di comunicazione?

“No strategia, ma modo per aprire la mente. Grande tradizione Zen degli opposti. Trasmettere messaggio da emittente Beppe a ricevente cittadino: dire mezza cosa che tu pensi va bene, poi smentire stessa mezza cosa, così ottenere ampio consenso e ampio dissenso insieme. Quando provi a sommare prima mezza cosa con seconda mezza cosa, cervello esplode di grande consapevolezza e onde cerebrali andare in fase con buco nero al centro della Galassia”.

Cosa fa la mattina, quando è ora di scrivere il primo tweet?

“Olismo dice noi essere tutt’uno, così sensore alzabandiera attiva wireless apertura Twitter, colpo tosse aprire serrande e lavare denti da interno. Quando intestino sgomberato, pronto nuovo spazio per forme intellettive. Elimino tappo cerume e primo tweet entra in testa”.

Esiste un messaggio complessivo che desidera veicolare attraverso i suoi tweet?

“Messaggio complessivo comprensibile solo quando ultimo tweet sarà incastonato in grande diadema di pensiero. Attendere prego “.

Qual è la sua visione dell’Italia attuale?

“Google Maps. Visione 3d con colori rgb. Cartina tipo scuole elementari, vecchia politica”.

In che modo crede di o desidera contribuire alla vita quotidiana dei suoi utenti?

“Io guru. Io come faro in notte nebbiosa e follower come ubriachi con canotto bucato e pochi punti su patente. Loro aspettare guida da me, aspettare via, luce. Io do loro solo guru. Al massimo piantare semi di ragione non ogm e fare crescere pianta di sapere collettivo. Redistribuzione ed equità. Marchio mio e di Beppe, però”.

Sa che in giro c’è qualcuno che si spaccia per lei? Cosa risponde a questa provocazione?

“Se uno vale uno, tutti uguali. Tutti gemelli. Io Leone. E poi io non risponde. Tu giornalista, non Gabanelli. Brutto”.


Cosa fa la mattina, quando è ora di scrivere il primo tweet?

“Diciamo che non conosco la parola mattina. Di conseguenza, quando il mio sonno termina, apro gli occhi, accendo la radio, mi informo su quello che è accaduto durante la mia assenza, riordino le idee, faccio L’Amore Con Il Sapore mangiando il mio yogurt preferito, un po’ di latte di Mucca Reale, qualche cornflake tanto per gradire, e poi prima di posare la corona sulla mia nuca scrivo ai miei sudditi”.

Esiste un messaggio complessivo che desidera veicolare attraverso i suoi tweet?

“Decisamente sì: l’amore, quello con la A maiuscola. Ciò che scrivo è frutto delle emozioni del momento, non penso a ciò che devo e non devo dire; @QueenElisabetty non ha regole, le detta: con ironia distrugge le tendenze e a volte le ricrea. Ma non c’è artificio, la mia corona mi permette di non avere filtri. Eppure, lo confesso, spesso mi trattengo o meglio l’etichetta mi impone un certo tipo di linguaggio che a volte mi sta stretto (come del resto l’abito che usai per la mia incoronazione… Concedetemi un po’ di humor inglese). Sono molto critica e testarda, ma in ogni mio tweet si respira amore”.

Qual è la sua visione dell’Italia attuale?

“Un bellissimo castello, al quale tentano di rifare le facciate per mantenerne il pubblico decoro… Ma all’interno cade a pezzi”.

In che modo crede di o desidera contribuire alla vita quotidiana dei suoi utenti?

“Regalando sorrisi. La nostra società è ormai frenetica, non c’è tempo per riflettere, pensare, soffermarsi… E, se in quel poco che ci resta per noi stessi, per lo svago e il relax, non riusciamo a sorridere, be’ allora flop, abbiamo sprecato un’opportunità. Questo chiaramente vale sia per la vita reale che virtuale… Per voi si intende: quanto a me, sempre Reale“.

Sa che in giro c’è qualcuno che si spaccia per lei? Cosa risponde all’impostore? 

“Il mio entourage, anzi il mio Staff (io sono Inglese, mica Francese) mi ha portata a conoscenza di questo fatto… Che dirle? Fatti una vita tua, abusiva, nun t’aspettà er condono”.


Qual è la sua strategia di comunicazione?

“Qvesta è un’ottima tomanta.

“Tunqve, ammetto ti non afer mai afuto una fera et propria stratecia ti komunikazione. Mi zono tuttafia impozto alkune zemplici recole:

1) tvitta qvanto hai foglia, tvitta qvello ke hai foglia;

2) tvitta qvanto sei ti puon umore;

3) tvitta kose intellicenti facentole semprare stupite;

4) tvitta kose stupite facentole semprare intellicenti;

5) tisapilita zempre il korrettore ortocrafiko prima ti tvittare, per efitare ti tifentare isteriko.

“Applikanto tali recole, ho cerkato ti tare a mia prezenza su Tvitter il ciusto appeal per (ri)afficinare maccior numero ti perzone a Kieza Kattolika. O, in alternatifa, per allontanare maccior numero ti persone ta Kieza Kattolika, tefinitifamente. Mio segno zotiakale è infatti Ariete, qvinti non esiztono mezze mizure! Nein”.

Cosa fa la mattina, quando è ora di scrivere il primo tweet?

“Qvesta è un’ottima tomanta.

“Tunqve, ammetto ti non afer qvazi mai tvittato ti mattina. Non ho mai afuto un puon rapporto kon la sfeglia, seppene io rikonoska ke anke le sfeglie sono kreature ti Tio. Qvanto laforafo kome pontefice mi alzafo zpesso at ultimo minuto e, topo ezermi tetikato a mie apluzioni, pefefo kaffé, mi precipitafo nella mia capina armatio per scegliere il look ti ciornata e mi immercefo supito nel tran-tran laforatifo tipico ti papi moterni. Zolitamente trofafo l’acio ti tetikarmi ai miei primi tveet zolo intorno at ora ti aperitifo.

“Ora ke zono in penzione ho molto più tempo lipero, qvinti le apitutini zono kampiate: mi alzo tue ore topo ke la sfeglia ha zuonato, mi tetiko kon kalma a mie apluzioni, pefo kaffé, torno a letto, sonnekkio, pefo altro kaffé, cioko at Ancry Birds, konto le mie skarpe, cioko a Ruzzle, lecco lipri e rifiste, pranzo, skiaccio pizolino e, koltifanto tanti altri hoppies, zolitamente trofo l’acio ti tetikarmi ai miei primi tveet zolo intorno at ora ti aperitifo”.

Qual è la sua visione dell’Italia attuale?

“Qvesta è un’ottima tomanta.

“Tunqve, ammetto ti non afere una vizione felice ti Italia attuale, e ne zono tanto tispiaciuto. L’Italia è un paeze pellissimo! Ha tratizioni ke il rezto ti monto infitia! Ma ci zono alkune realtà e tinamike, lecate at ezempio a politika o a prezzo ezoso tei mokassini rossi, ke oramai ta anni fatiko a komprentere.

“Qvanto penzo a l’Italia, mi torna zempre in mente il titolo di un cran pel film ti fratelli Cohen: Non è un paese per vecchi. Io, ke per fortuna fifo in Ztato ti Fatikano, comunqve mi zono timesso. Mi aucuro ke tanti perzonacci in Italia prentano qvesto mio cesto kome puon ezempio ta secuire”.

In che modo crede di o desidera contribuire alla vita quotidiana dei suoi utenti?

“Qvesta è un’ottima tomanta.

“Tunqve, tvittanto zolo qvanto ne afefo foglia, inizialmente kretefo ti kontripuire più a mia fita qvotitiana ke a qvella ti altri. Kon il tempo però mi zono rezo konto ke non ero l’uniko a schignazzare per le mie pirikinate su Tvitter. Ho ricefuto zpesso manifeztazioni ti affetto et ti stima, et tanti #FF Follov Fenertì… ma la felicità più crante me la hanno zempre tata le rizate ricefute in rizposta ai miei tveet.

“La cioia ti poter rallecrare le perzone con un tveet è per me immenza, et è sekonta solo a qvella ke profo qvanto infilo su mio anulare il mio preziozo Anello ti Peskatore”.

Sa che in giro c’è un personaggio che si spaccia per lei? Cosa risponde a questa provocazione?

“Qvesta è un’ottima tomanta.

“Tunqve, non ezzento più in karika, creto ormai ti poter rentere pupplika la secuente informazione: il perzonaccio cvi lei zi riferisce è un mio sozia. Turante l’ezercizio ti mio pontifikato zono prezto tifentato una perzonalità skomota. Qvinti, al fine ti minimizzare i miei riski turante le apparizioni in puppliko, topo un lunchissimo kastinc attraferzo tutta Europa il Fatikano assunze una mia controficura perfettamente zomigliante. Pacato profumatamente, kostui si è ezposto in mia fece in numeroze okkasioni et ha kompiuto per me i fiacci più riskiosi.

“Kreto ke la notorietà gli appia oramai tato alla testa, ma non mi lamento: mi rassikura zapere ke se uno sqviliprato tecitesse ti tirarmi attosso una statuina tel Kolozeo, kon alta propapilità pekkereppe in faccia lui anziké me”.


Cosa fa la mattina, quando è ora di scrivere il primo tweet?

“Apro i quotidiani, le testate online, i blog, guardo la televisione, ci rifletto a lungo, poi lascio perdere e faccio colazione. A pani e pesci”.

Quali sono le sue fonti?

“Ovviamente la Bibbia, dicono che contenga tutto lo scibile umano e sovrumano, e in effetti aprendo una pagina a caso ci scappano sempre un sacco di battute, anche se i giornali sono molto più bravi di me a far ridere. Devo dire, però, che il Papa di prima mi agevolava le battute, mentre questo è bravo col marketing e mi fa faticare di più”.

Qual è la sua visione dell’Italia attuale?

“La stessa di dieci anni fa, o di cento, ed è questo il problema. L’Italia ha talmente tanta voglia di ridere di quello che le capita che ci riesce benissimo, troppo bene, e non si prende sul serio. Fa ridere nel senso buono, e fa molto più ridere nel senso cattivo”.

In che modo crede di o desidera contribuire alla vita quotidiana dei suoi utenti?

“Sorprendendoli e stimolandoli: se ci riesco anche solo per un secondo al giorno, sono felice. Certo, se magari si rendessero conto di quanti messaggi e menzioni mi mandano e di quanto tempo io passi a leggere tutto, si stupirebbero molto di più, ma giustamente si sentono trascurati da Dio e si lamentano se non rispondo: è un classico della storia delle religioni. Ci vuole pazienza, sono ragazzi”.

Sa che nell’alto dei cieli c’è un tale che si spaccia per lei? Cosa rispond a questa provocazione?

“Che pur avendo un ottimo brand, il suo modello di marketing è superato da un pezzo e il suo storytelling non è efficace. Siamo nel terzo millennio, ragazzi, e dobbiamo reggere la concorrenza di Scientology. O si lavora come Dio comanda, o niente”.

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Fabio Guerrera
Appassionato di sicurezza informatica, analisi dati, ruolo gestionale e di acquisizione clienti tramite il Digital Marketing e Growth Marketing! Il classico cacciatore di teste!
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